Genova, 18 aprile 1997
Rosa e' una casalinga, abita in campagna e si sveglia tutte le mattine molto presto, ama quei pochi momenti veramente silenziosi della giornata, quei momenti in cui non c'e' nessuno che parla, nessuno che fa niente.
Quella mattina, a dire il vero era tutto piu' tranquillo del solito, visto che suo marito era fuori casa.
Paolo e' un banale fisico (questo e' quel che dice lui di se stesso), che la notte precedente e' dovuto partire, intorno alle 4 per un viaggio di lavoro verso Roma.
Dopo essersi svegliata, Rosa scende le scale del secondo piano in direzione della cucina, ma prima di entrare nella stanza si accorge che la porta di casa e' socchiusa, senza pensarci troppo la chiude e si mette a preparare il the.
La cucina e' il luogo che preferisce della casa, e' il luogo che ha reso veramente, e completamente suo. Lo ha arredato a proprio piacimento con tutto il necessario per fare cio' che ama fare principalmente, cucinare.
Il resto della casa e' stato arredato assieme al marito, ad eccezione della cantina, adibita a taverna in cui il marito va a svagarsi con il proprio cabinato e il biliardo, quando e' in compagnia di amici.
Nel mentre che Rosa mette un po' a posto le varie stanze, intorno alle 9:30 suona il telefono di casa. A chiamare e' il miglior amico di Paolo, nonche' suo collega, chiedendo dove fosse finito suo marito, visto che sul treno non c'era e quello dopo sarebbe arrivato da poco a Roma, lei non sa che rispondere, dice che lui e' uscito di casa come da programma intorno alle 4 del mattino, la donna termina la chiamata pensando a un modo per trovarlo.
Sale le scale per entrare nella propria camera da letto per vedere se suo marito aveva preso tutto prima di uscire, valigia e tracolla erano, come da programma state portate via.
Rosa comincia a valutare di chiamare la polizia, nel mentre ci stava pensando stava guardando fuori dalla finestra, e in lontananza, vede un corpo disteso a terra, al proprio fianco una valigia.
Scende le scale il piu' velocemente possibile, pur rischiando di inciampare, correndo fuori di casa verso la figura distesa a faccia in giu'.
Girandola si rese conto che era suo marito, morto.
Aveva la faccia completamente piena di sangue, sarebbe potuto essere un altro uomo da quel poco che rimaneva dei suoi tratti somatici effettivi, se non fosse stata sua moglie a trovare il corpo, probabilmente non lo avrebbe riconosciuto.
Rosa passo' qualche minuto di fronte al corpo senza piangere, fissando la valigia rossa, prima di decidere di chiamare il 113.
Dopo una decina di minuti arrivarono un paio di volanti e un'ambulanza, un carabiniere in borghese le fece qualche domanda riguardo la scorsa notte.
Nel mentre un altro agente che stava controllando il corpo, si rese conto che aveva quacosa incastrato in gola, era un pezzetto di carta plastificata, della grandezza di un biglietto da visita, con sopra scritto "; - )".
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